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domenica, 18 ottobre 2009
Evelina è un' amica e collega che è PRESENTE, possiamo rimanere settimane senza vederci ma il filo rimane, il suo lavoro ha sicuramente influito sull' aspetto poetico dei miei lavori, per il lato comico... forse basta la mia demenza! Ci aiutiamo e compensiamo, e in un mondo difficile come quello delle piccole compagnie teatrali questo è ORO. Ieri ero il tecnico luci di "VOCI BULGARE"; nonostante conoscessi già lo spettacolo mi hanno scosso, perché ho ascoltato con altri orecchi, queste parole: "mi fissò negli occhi e scoprì la differenza tra le scie della pioggia da quelle delle lacrime".

voci


postato da: orangecat alle ore 20:28 | Link | commenti (10)
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sabato, 10 ottobre 2009
Procedono, anche se non particolarmente veloci le pratiche di traloco e sistemazione nuova casa.  Il tempo che posso dedicare a tali operazioni non è molto, alcuni giorni poi, tipo oggi, mi prende un' apatia totale che mi fa perdere la voglia di fare qualsiasi cosa. L'unica piccola fortuna di questi giorni è stata il riuscir a fare uno spettacolo all'aperto... il giorno dopo Giove già scatenava piogge e lampi in ogni dove! Forse pure su nell' Olimpio hanno saputo che non era il caso di peggiorare il mio stato emotivo con nuove incazzature...

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postato da: orangecat alle ore 18:23 | Link | commenti (17)
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martedì, 08 settembre 2009
Pausa estiva per il blog ma la voglia di scrivere non è ancora tornata ;-( 
L'Arena è finita ma devo di già rimboccarmi le maniche per le collaborazioni con le scuole, e in più sto cambiando casa! 
A presto.
postato da: orangecat alle ore 16:43 | Link | commenti (13)
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lunedì, 15 giugno 2009

milvaNon riesco a rimanere tanto tempo senza ascoltar i vari CD di Milva che canta Brecht...  l'ultima registrazione live  è davvero stratosferica, non c'è niente da fare, in questo repertorio e nel tango di Piazzolla La Rossa dà ancora il meglio di sé!  Sembra che il tempo non sia passato per una voce che riesce ad essere ancora carica quando serve, e pure leggera ma espressiva e con una freschezza che alcune cantantine 30enni hanno già perso!  Voglio pensare che anche dopo tanti anni Milva salga sul palco contenta ed emozionata di esser portavoce di Bertold ed Astor e non sia una sorta di obbligo, dato che il pubblico quello vuole sentirle cantare e "vivere"; l'energia che sprigiona fa pensare ad un vero amore...  Faccio questa riflessione pensando ad una giovane I.L. 000501cantante, Irina L. bella, bravina pure, in carriera da pochi anni ma già la si sente sbuffare perché le propongono quasi esclusivamente Traviata. Violetta è un ruolo stupendo,  da maturare ed affinare continuamente , non mi pare un'incombenza così tediosa, ma forse la vedo dal punto di vista sbagliato.  Poi si ascolta la stessa Irina interpretare Micaela nella Carmen in Arena e ci si accorge che la vocina in grave si  ode poco poco, e che secondo me lei stessa, a questo punto, si preferisce nell'Amami Alfredo!  Io adoro fare lo stesso spettacolo anno dopo anno, a ogni replica si aggiunge un qualcosa, come un personale leggero strato di madreperla,  la conchiglia è sempre più robusta... e a me piacciono le certezze.

postato da: orangecat alle ore 20:57 | Link | commenti (17)
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lunedì, 08 giugno 2009

Non mi piacciono i film bellici quindi non li guardo ma per FURYO ho fatto un'eccezione. Anche se non lo seguo assiduamente posso dire di provare grande attrazione e ammirazione per David Bowie, mi piace la sua musica, è bravo come attore ed è un personaggio strepitoso dotato di grande carisma accresciuto nel corso degli anni, mentre se vogliamo da giovane era mingherlino e stravagante e poco più.   La trama si può riassumere in poche righe e Nagisa Oshima non impiega alcun trucco  per imbrogliare la matassa e rendere la vicenda più interessante, eppure per due ore si rimane sospesi in attesa del (prevedibile) finale.

sakamoto

Tra gli attori, tutti  uomini e tutti bravissimi, fa la sua ottima figura un giovane Sakamoto, autore anche  dell' efficacissima OST.  Il Ryuichi  l'ho sentito nominare spesso ,  è stimato a livello mondiale ma ignoro totalmente la sua musica, e comunque poco mi è bastato per capire che è  un artista superlativo!  Qui mi parte una riflessione: Chi è l'autore di colonne sonore più famoso al mondo? Morricone, chiaramente.  Posso dire “Che due balle!” ?  Un' amica messicana, colta ed intelligente conosce il buon Ennio  ma non ha mai sentito nominare il sommo e “vicino di casa” Astor Piazzolla, qualche anno fa l'Arena in delirio per il vecchietto che dirige le proprie composizioni... sai che emozione sentir 'sti 4 accordi dal vivo! Morricone è un melodico, poco più bravino di un modesto ed efficace maestro Trovajoli, la genialità della composizione è invece quella di Vangelis, per esempio in 1492 o appunto quella di Sakamoto, tra l'altro pure lui affascinante e dotato di un magnetismo raro; si parla di musiche che da sole fanno un 40% del film... mi sa che mi tocca scaricare la discografia completa di Sakamoto!

postato da: orangecat alle ore 12:40 | Link | commenti (12)
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martedì, 02 giugno 2009

Poca voglia di dedicarmi al blog, si sarà capito, zero voglia di scrivere, ma in realtà non mi pare di combinar molto altro.  Di positivo c'è che, con un ritardo temporale pazzesco, ho iniziato a leggere i libri di Pier Vittorio Tondelli e devo dire che mi piacciono tantissimo, per il resto le mie mani e braccia sporche di colore e segnate da graffi vari parlano da sole, e direbbero la loro pure le decine di spade, vasi e finti tesori ai quali sto lavorando per Aida (sconsiglio a chiunque l'edizione di quest'anno!).  Il lavoro si è accumulato, e così da pirla oggi eravamo al lavoro, poi le alte sfere, impietosite, ci danno il permesso di staccare alle 13,00 ma pagati per intero...!  il nostro capo rifiuta, vi lascio immaginare cosa le nostre bocche avrebbero proferito a gran voce!  Una nota positiva è venuta poi:  avevo promesso di far da fonico a uno spettacolo, così mi cucco questo piacevole 2° lavoro giornaliero.  "L'ORCO CON LE PENNE"  all'aperto;  recitare in piazza è croce e delizia di ogni attore, basta un niente per rovinare delicati equilibri o per scatenare complicità e applausi del pubblico per lo più lì per caso.  Conosco troppo bene come lavorano Eve e Daria, e con loro oggi un giovane attore per niente artificioso, merce rara, Bravo!  Anche loro sono della famiglia di chi fa teatro con misto di cuore e poesia.  Io L'Orco non l'avevo mai seguito, visto una volta molto tempo fa, e non ho fatto nessuna prova, ma è andata, e c'ho messo pure del mio! Del resto pure loro se dovessero lavorare in uno spettacolo creato da me lo farebbero con naturalezza... entrando nel mio pensiero, avrei piena fiducia, quasi come con la fida P.      Mi piace.

postato da: orangecat alle ore 21:38 | Link | commenti (9)
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domenica, 17 maggio 2009

Proprio oggi Giornata internazionale contro l'omofobia una delle mie scuolette preferite presenta lo spettacolo al quale abbiamo lavorato negli ultimi 3 mesi, mi pare una piacevole coincidenza.  Peccato che in realtà si viva in un paese sempre più razzista e intollerante.

anforaTanto per dire  S. viene ad aiutarci ad invecchiare l'anfora citata nel post precedente, in radio passa Careless Whisper di George Micheal.  S: Bella 'sta canzone, grandi gli Wham... però ho sempre preferìo Andy, nol gavea quela faccia da culaton.   Gliela passo, perché  S. è favolosa.

Orange. e K. Stanno dipingendo una grande scacchiera.  O: Sai  che 'sti penellini di merda vanno da dio!?  K: Veramente son dei Leonardo da Vinci.

Ieri notte verso le 2,30 Orange: L'oro non lo devi stendere omogeneo... devi lumeggiare.  L: Sei stanco? Hai sonno?  O: Perché... rompo il cazzo?   (segue espressione affermativa)

Ieri al bar vediamo passare un' allegra combriccola che festeggia l' addio al celibato, il futuro sposo, ubriaco marcio, tracanna lunghe sorsate da una bozza di rum con uno strano ciucciotto applicato, quella che L. ha chiamato La Bottiglia-cazzo...  ne avete mai viste?   Io no.


 
postato da: orangecat alle ore 15:37 | Link | commenti (26)
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mercoledì, 13 maggio 2009

Che stress in questo periodo: in Arena è iniziato il lavoro a pienissimo ritmo, contemporaneamente ho gli ultimi incontri con le mie 2 scuolette e una volta terminate le parrucche  K. mi chiede se le do una mano per una scenografia...  e io a lei non so dire di no!   Piccola riflessione:  QUANTO SIAMO LIBERI?  Sono libero di parcheggiare a 2 km dal centro, perché da lì in poi il nostro sindaco usuraio non manda i suoi scagnozzi ad infliggermi il fogliettino giallo.  Se mi accingo a dipingere una splendida anfora egizia in plastica sono libero di chiedere al caporeparto quali tonalità scegliere, io da solo non son in grado, lui che non sa neanche da che parte del pennello sta la setola, sì.  Sono libero di entrare da un cancello lontanissimo dal mio laboratorio e consumar centimetri di suole e fiato per spostarmi da una zona e l'altra dell'anfiteatro perché fior di ingegneri hanno decretato che passare dall'arcovolo 37 non è sicuro causa vicinanza della base della gru; vorrei dire ai signori che sono pericolosi i carichi sospesi, mica l'appoggio, che è così fermo che più fermo non si può.  Sono libero, anzi DEVO, mettermi l'elmetto tra un po' pure per andare al cesso, se dopo mezz'ora che lo indosso ho la sauna in testa e mi sento stordito causa un peso che non son abituato a portare sono cazzi miei.  L'elmetto MI SALVA, l'elmetto MI PROTEGGE... (da che?)  l'elmetto è segno di potere, se ce l'hai rosso sei fico, un caporeparto, se ce l'hai bianco sei quasi dio... il mio è giallo, il colore di chi non vale niente! (in quel contesto, perlomeno)  Tutto deve essere A NORMA, che bello, anche le strisce catarifrangenti ai bordi delle scenografie simil-antiche sono A NORMA, io proporrei anche di riallestire l'opera belliniana per avere finalmente un' Arena totalmente A NORMA.  Quando esco dal lavoro sono libero di bermi una lemonsoda, o una coca... pare che birrette e prosecchini siano passati di moda...   Non so quanto sono libero, ma di certo i signori che hanno deciso cosa si può  e non si può fare  hanno  pensato esclusivamente  al  mio bene.

postato da: orangecat alle ore 20:15 | Link | commenti (16)
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mercoledì, 22 aprile 2009

Dopo settimane di lavoro abbiamo consegnato le parrucche da uomo per  “La dama di picche” di Čajkovskij, ora ci mancano quelle del coro donne.parrucca Siamo soddisfatti del lavoro, sono venute belle, leggere e resistenti, con la luce ultravioletta danno un effetto strepitoso!  Peccato che abbia scordato di portar con me la fida Canon e così ci si deve accontentare dei miseri scatti fatti dall' Orangephone.   Tra i deliri di questi giorni segnalerei almeno l'astina chiodata per far i fori equidistanti che è diventata “Il bucacazzi” , K che dopo 10 ore tra ferretti e garze urla: "Siamo dei BORG!", oppure "Fanculo l'arte moderna!" e un curioso aneddoto che ora riporto, realmente accaduto.

pn


Ditta in crisi: in pochi giorni  deve fornire una marea di parrucche a treccine africane per una Aida,... e nessuno di loro aveva dimestichezza con quel tipo di acconciatura.  II responsabile non si perde d'animo, va sulla statale e cerca delle prostitute nigeriane...  “Ragazze c'è da fare!”,  in un paio di giorni il lavoro era perfettamente completato.

 




postato da: orangecat alle ore 21:00 | Link | commenti (25)
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domenica, 12 aprile 2009

Sto trascurando splinder... del resto sono fuori casa per parecchie ore, e quando torno son davvero stanco. I giorni in cui non sono a scuola mi reco in pieno centro, in riva all'Adige alla volta di una piccola fucina dei miracoli, un covo per artisti, dove il sottoscritto fa quel che può per realizzare assieme a K , B , F , S , e C dei manufatti per un importante teatro. Il lavoro in ballo è grosso, tanto che K, che ci dirige, è già stata a Torino più volte per concordare i percome e i perché.  Si lavora in armonia, il ritmo è sostenuto, a tratti ossessivo ma spesso tutto si ferma: “Questa canzone ti uccide, sentite qua cosa dice...”; anche il mollar l'acqua ai pesci nella fontana in giardino è contemplato come fondamentale, e ovviamente è sacro l'addetto a u caffìo: don Nicola... scusate, abbiam la rosticceria siciliana vicino.  Si pianificano le strategie: “Non facciamo capir loro che siamo troppo veloci, altrimenti pensano che lavoriamo di merda... iniziamo a spedire a metà lavoro.” OK, ma alla successiva telefonata da Torino: “Abbiamo già messo tutti i ferri alla prima scatola che ci avete mandato.” ...e io: “K... non si era detto...” “Eh beh, devono sapere che non siamo qui a grattarci  'sta fregna!”

Mi son scappottato.
postato da: orangecat alle ore 18:30 | Link | commenti (14)
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mercoledì, 01 aprile 2009

Non capisco quelli che nel proprio blog o sul profilo della chat mettono una foto non loro spacciandola per il proprio ritratto. Tempo addietro utilizzavo spesso un sitello dal quale si poteva scaricare della musica e nel frattempo messaggiarsi con gli altri utenti, ebbene ccuno di questo si presentava con la foto di Bolle professandosi pure ballerino; un sacco di apprezzamenti... eh certo!  A me sembrava stranissimo che nessuno riconoscesse il Robertino e gli mandasse un bel: “Ma vai a cagare!"

D'altro canto pure io sono un bel ghiro: un giorno vedo, anzi ri-vedo, in una pagina web fuori contesto questa foto e dico: “Che caso... questo è F.G.E. il bel arabo con quale ho chattato qualche mese fa!”    Già...   proprio!


Per chi sa, ma anche per chi non sa chi sia, propongo questa cosetta ...

postato da: orangecat alle ore 21:11 | Link | commenti (38)
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domenica, 22 marzo 2009

E' da un po' di giorni che trascuro il blog, non sono più indaffarato del solito... ho semplicemente la testa altrove, e non a farfalle.  Riprendo scrivendo qualche riga sullo spettacolo visto sabato, “Il racconto del villaggio” della compagnia veneziana Questanave. Le premesse c'erano  tutte per farmi immaginare questa performance come un concentrato di ciò che non voglio vedere in teatro: ennesimo monologo con musica dal vivo, titolo poco accattivante, niente scenografie, niente effetti luce, niente costumi ma neanche il nero neutro non-costume, nessun oggetto, nessuna menata di simbolismo teatrale o soluzioni da attore di mestiere, che pure sono cose alle quali ci si affeziona!  D'altro canto non si trattava neppure di: “ti spiego una cosa che non sai”, vuota lezioncina o “ti faccio ridere che Zelig è nulla a confronto”, l'uso del veneziano ma poco come dialetto e più come cadenza... insomma prima di abbandonarmi allo sguardo buono e forte di Francesca D'Este mi son chiesto se la cosa mi piaceva tanto... o mi faceva schifo.   IL-RACCONTO-DEL-VILLAGGIO_LEcco io credo che questo teatro non catalogabile come genere, fatto col cuore, fuori dalle convenzioni ma nello stesso tempo lontano anni luce da quello di ricerca sia una delle tante varianti ammesse, e una conferma che quello tradizionale è un teatro per me morto da tempo e che mi annoia anche se ben fatto, e che per quanto il cinema sforni capolavori imparagonabili alla povera prosa preferisco passar sopra a qualche erroruccio o papera ma avere il piacere di mostrare un sorriso di approvazione dritto agli occhi di chi sta sul palco, o al contrario di decidere di non applaudire, cosa che purtroppo mi capita di fare, di fermarmi come in questo caso a parlare con la simpaticissima attrice e di salutare il tecnico come se fosse una persona che conosco da tempo.


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mercoledì, 11 marzo 2009
Domenica ha debuttato “Voci bulgare” splendido nuovo spettacolo della mia amica Evelina, qualche giorno prima telefono a K. , truccatrice e artista a tutto tondo e le chiedo se può fare lei il make-up, risposta negativa… troppo occupata, peccato!  Verso le 19 ricevo una chiamata: è K. "vuoi vedere che si è liberata e mi dice che viene!" No proprio!... mi propone invece di aiutarla a realizzare delle maschere e ardite parrucche in garza inamidata ; io accetto, sarà di sicuro stimolante. Entro in teatro e scopro con piacere che il fonico e il tecnico luci li conosco, entro in camerino e scopro con un po’ meno di piacere che E. non sa truccarsi, così è toccato farlo a me!   A questo punto manca che E. faccia qualcosa al posto di K. , e chiudiamo il cerchio.  

La mia vita si intreccia ancora una volta con “La Traviata”, nel senso che da ieri al 29 marzo sono assunto come tecnico nell’ennesimo allestimento dell’opera verdiana; tra nuove produzioni e riprese è la 6^ volta che mi ci trovo in mezzo, se contiamo poi le altre 3 che ho visto in altri teatri, quelle in video, e che ho fatto un progetto di scena quando ero all’accademia, posso dire di ormai non la sopporto più.

Oggi alla pausa pranzo entro in un bar dove c’è un quadro che ho dipinto 15 anni fa, una banale copia non certo un capolavoro, ma la cosa strana è che non so come sia finito lì; sono stato tentato lo ammetto, ma non ho chiesto come l’hanno avuto… non sono mai stato curioso.

postato da: orangecat alle ore 21:44 | Link | commenti (31)
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sabato, 07 marzo 2009

UsignoloOrmai è più nota la versione della Pausini che non l’originale.   A me Cocciante piace: così drammatico, piagnone, irruente… mi ha sempre affascinato, le sue vecchie canzoni, le poche ascoltate del Notre Dame de Paris (che però non ho visto) e soprattutto quelle di “Innamorato”, album che tocca vertici di patetismo  assoluto e che mi ha tenuto compagnia in un periodo particolarmente nero; quando sono giù sono solito rincarar la dose e ascoltar lagne che i più non reggerebbero da sobri… ma non è di Riccardo che voglio parlare, ma del giovane Orange che era stonato come una campana e che nel ’97 decise di prendere qualche lezione da una cantante: Laura F. Nacque subito una bella intesa e una grande stima per lei da parte mia. La poveretta non poté compiere miracoli ma mi rese minimamente intonato e mi indirizzò su quelle che potevano essere le potenzialità della mia voce, che ha poca estensione ma qualcosina riesce a fare. Nel corso degli anni sono stato a parecchi suoi concerti, e alla fine di uno di questi mi propose di fare insieme uno spettacolo per le scuole, io ebbi un po’ di timore ma poi accettai. Si decise di adattare “L’Usignolo” del mio amato Andersen e di farne una versione piccolo-musical, ma senza basi registrate, le canzoni composte da lei sarebbero state accompagnate da strumentini etnici suonati da noi. Il risultato è stato senz’altro buono, anche solo gli splendidi brani e le sonorità evocative basterebbero a reggere la baracca; molto meno bene mi sono visto io in questo progetto, anche se con le ultime due repliche credo di aver trovato delle soluzioni e comincio finalmente a divertirmi!  Mi fa piacere scrivere questo post proprio oggi che debutta “Il muscolo dell’anima” la nuova creazione della mia ex maestra e ora collega e amica… IN BOCCA AL LUPO!

A chi fosse venuta la curiosità di vedere le foto de “L’Usignolo dell’Imperatore” può trovarle  qui.

postato da: orangecat alle ore 13:47 | Link | commenti (21)
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mercoledì, 04 marzo 2009
A grande richiesta (si fa per dire!) ho caricato su Flickr qualche foto de
"Lo Schiaccianoci" fatte da Marina,
chi avesse tempo da perdere può vederle
qui.  ;-)
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martedì, 03 marzo 2009
50

DSC_05810207bChe palle! direte… ancora ‘sto Schiaccianoci!  E' che oggi è stata la 50esima replica!  A differenza di altri spettacoli questo è “nato bene”, cioè non ha avuto bisogno di aggiustamenti, di rodarsi col pubblico, mi son divertito a costruirmi il  "giochino" e ancor più a portarlo in giro... fin dall’inizio.    Quota 50 del coraggioso soldatino spacca-noci è stato in una scuola dove l'ho portato 3 anni fa, quasi appena debuttato, e  il ritornarci mi ha lusingato non poco… l’altra cosa piacevole è stata la Nikon e il cuore di Marina, una delle maestre, ogni volta sono minimo 60-70 scatti, splendidi scatti direi; delle sue foto mi piace il gusto non necessariamente documentativo, la scelta dei momenti a volte meno significativi, ma che filtrati dal suo occhio assumono un valore inaspettato,  un click tecnicamente perfetto seguito da uno mosso o sfuocato ma di pancia, a fior di pelle! “Portati una chiavetta che te le do subito, e non pensare che te le sistemi!” Meglio, a me piacciono così, FRESCHE DI GIORNATA. Grazie M.

postato da: orangecat alle ore 16:17 | Link | commenti (17)
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domenica, 01 marzo 2009

Non mantengo la promessa del Post malinconico, e non perché sprizzi felicità da tutti i pori… Dopo 3 spettacoli penosi mi son dovuto ridurre la domenica pomeriggio, e una buffa versione de “Il barone di Munchhausen” per beccare qualcosa di accettabile… sembra che fare del buon teatro sia sempre più difficile!

zPoi con N. e M. siam andati alla FNAC dove ho  preso un CD della Patti… non la Pravo, Patti Smith che io ho scoperto di adorare!  e del resto una voce ruvida e cazzuta come la sua non poteva che estasiarmi, ringrazio C. di avermela fatta conoscere;  tra tutte la canzone “My madrigal” è l’ennesima nenia che mi manda in visibilio! … e qui (intendo alla Fnac) vedo un manifestino che attrae la mia curiosità; io certi film mi accorgo che sono usciti quando li vedo riempire gli scaffali dei negozi.   “ZOHAN” – versione integrale non censurata , capperi! ...che film è? mi son chiesto, e che censura? Alla fine trattasi, a quanto pare, di un’ innocua commedia, ma l’immagine presa da sotto con paccone in primo piano mi aveva fatto pensare ad altro…



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martedì, 24 febbraio 2009

Avrei già in mente l’argomento di un ennesimo Post malinconico ma rimando...  Oggi è il martedì grasso, e ancora una volta è passato il  Carnevale senza che io abbia preso parte ad una miserissima festa in maschera… Mi camuffo domani ne “La Cicala...” per le scuole, vale uguale?harlock 1

Nei miei spettacoli impersono qualcuno, che poi in realtà sono sempre io, insomma certamente non un attore poliedrico, quindi come mascherata vale ancora meno, se vogliamo...

Da bambino questo era un periodo magico, che mi ha visto tra-vestirmi da Vecchio ubriacone, da Cuoco, da Damina (eh, sì… a 8 anni!), da Punk, da Cinese, da Dottore, da Pagliaccio, da Visitor (senza aver mai visto mezza puntata del Serial) e sicuramente da altro, ma non ricordo.

Tra tutti, il personaggio che ho preferito è sicuramente Capitan Harlock, ero piccino piccino, quando temerario indossai la maglia nera con l'effige del teschio e il mantello rosso, e ricordo che avevo pure l’album delle figurine, la qual cosa non si sarebbe ripetuta con l'almanacco dei calciatori, ovviamente!

Esprimo un desiderio: vorrei calarmi un giorno di nuovo nei panni del mio tenebroso eroe, sicuro che sarà in una festa nella quale mi divertirò, già... dato che ultimamente la troppa gente mi crea solo ansia.

 
postato da: orangecat alle ore 21:38 | Link | commenti (37)
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domenica, 22 febbraio 2009
sms

Chi non ha conservato lungamente i messaggini più belli dell ' innamorato del momento? (non che ne abbia avuti così numerosi, intendiamoci)  Ne ricordo alcuni, me li hanno inviati M. G. R. ma in certi casi le parole e le frasi potrebbero rimbalzare di persona in persona senza che la sostanza cambi...     

“Ora non ho più paura, ho te…” Anche due persone non particolarmente forti insieme possono essere una forza o si fanno forza… è anche questo uno degli aspetti dell’amore.  Cosa cerco nell’altro  l’ho dimenticato, cosa possono cercare gli altri in me forse non l’ho mai capito, e non so neanche se ci sia qualcosa da cercare.   “Come farò ad addormentarmi senza di te?” Io personalmente dormo meglio se non ho qualcuno a fianco, se posso girarmi e rigirarmi senza rompere le palle a nessuno, certo sacrifico volentieri qualche ora di banalissimo sonno in cambio dell’amato corpo da abbracciare.  “Buonanotte… se mi pensi ti addormenti meglio.”  Vero! I bei pensieri e le fantasie conciliano il sonno, le preoccupazioni e le delusioni fanno l’esatto contrario. “Scusa se ti ho chiamato in un brutto momento ma dovevo assolutamente sentire la tua voce…”  Tra qualche tempo la mia voce ti darà fastidio.

Io credo bisognerebbe sempre pesare le parole, belle o brutte che siano.

postato da: orangecat alle ore 18:39 | Link | commenti (39)
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martedì, 17 febbraio 2009

Mesi fa feci un Meme invitato da Zorba, le 5 canzoni preferite. Si sollevarono cori di proteste: 5 son poche! È vero, ma se ci penso mi fisso con alcuni brani e son capace di ascoltarli 10 volte di seguito, una rosa ristretta è per me quasi un fatto naturale. Quelle indicate allora non le ascolto quasi più, la top-five di questo momento è:

Fammi entrare – Marina Rei (cantante “scoperta” da poco ma già nel mio cuore)
 
Children of stone – Marianne Faithfull (stupenda lagna di 8 minuti)
 
Voglio vivere così – Luciano Pavarotti (non l’ho mai scritto che adoro Lucianone?)
 
Figlio di un re – Cesare Cremonini (la trovo geniale)
 
Mad about the boy – Dinah Washington o Marianne Faithfull (classicone sdolcinato!)
 

Penso che periodicamente annoterò la mia personale scaletta di priorità musicali. In auto, invece, va alla grande il live del ’95 di Mikis Theodorakis e Maria Farauntouri. …e la vostra TOP5 di questo momento qual' è?


postato da: orangecat alle ore 21:31 | Link | commenti (30)
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sabato, 14 febbraio 2009

cuoreSnobbare S. Valentino in quanto evento melenso e commerciale è legittimo, io pure sono di questa corrente, ma centra un po’ anche la Volpe con l’uva… Ieri dopo lo spettacolo le maestre mi hanno fatto portare da due bimbe un cuoricino di pasta di sale, certo non potevano farmelo avere da Federico, un bambino carino e disagiato che ha curiosato per tutto il tempo che ho allestito “Lo Schiaccianoci”…

L’Orangephone si è rivelato un ottimo acquisto, la batteria dura tantissimo; che dipenda dal fatto che non lo impiego per lunghe telefonate piene di sospiri e bacetti?

Manifesto per strada: SVENDITA: “Per Sempre Arredamenti” CHIUDE, ma come? …nel leggerlo abbozzo un sorRISO che incrocia casualmente lo sguardo di un ragazzotto, il quale avrà sicuramente pensato ad un ammiccamento...

Orange: Ho scaricato l’ultimo di Marina Rei... Bello!
P: Marina Rei? Non si ascolta più neanche lei…

Ieri sera “Il diario di un pazzo” monologo molto particolare, bello, attore bravissimo… ma che palle! Alla fine le 2 solite birrette con la cara B.  In realtà 2+2… il secondo giro ce lo ha offerto un ragazzo mezzo ubriaco che ha detto che siamo un bella coppia.  Che occhio!

postato da: orangecat alle ore 12:07 | Link | commenti (27)
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martedì, 10 febbraio 2009
Invitato/ispirato dal buon pears faccio pure io il gioco del "Io sono", e diramo a mia volta l'invito a chiunque: "giocatevelo" nel vostro blog! Sarebbe anche bello aggiungere nuove cazzate/definizioni man mano che vengono in mente... Per ora il mio è così:

Io sono gli anni che ho vissuto.  Io sono la musica di Puccini e Stravinsky. Io sono le cose che non faccio e non dico. Io sono il lavoro duro e la pigrizia. Io sono le gelatine alla frutta e il risotto ai funghi. Io sono la sicurezza delle cose che conosco bene. Io sono l’acqua tiepida che vorrebbe essere più calda. Io sono gli spettacoli che ho visto. Io sono gli “eroi” dei miei spettacoli: Jim Hawkins, la Cicala, Drossermaier. Io sono la voce bella e la voce brutta. Io sono i quadri di Fussli. Io sono le fiabe di Andersen. Io sono l’innamorato fedele e l’innamorato senza innamorato. Io sono la sincerità senza macchinazioni. Io sono la noia di un film francese. Io sono un gatto schivo ma che in fondo vuole essere accarezzato. Io sono le poche persone che hanno voluto conoscermi. Io sono i libri e i cd che mi hanno regalato. Io sono un viaggio nelle città. Io sono un piccolo artigiano. Io sono un grigio che spera di tornare arancione. Io sono Marianne Faithfull e Leonard Cohen. Io sono ciò che do e non si pente di aver dato. Io sono un bagno caldo con le essenze balsamiche. Io sono la pace. Io sono un buono che a volte si sente cattivo...

postato da: orangecat alle ore 19:58 | Link | commenti (23)
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giovedì, 05 febbraio 2009

Giornate grigiette queste, il brutto è che ci sto facendo l’abitudine. Mi allieta come può il teatro, ovvero 5 spettacoli in 7 giorni. Sabato “Gerundia felix” intensa ultima creazione del Piccolo Parallelo di Cremona, poeticamente scritto e condotto da Enzo Cecchi, che è pure un mio caro amico, domenica "Porcile" di Pasolini al Verdi di Padova, testo con pochissima dinamicità teatrale al quale ha sopperito un’ottima regia di Massimo Castri, io nello specifico sono andato perché Antonio, il giovane attore protagonista dello spettacolo ha avuto uno spazio nella mia vita, anni fa.

porcile Martedì tutt’altra frittata: “Il cibo magico” in un paesotto del bolognese, nelle vesti di tecnico audio e luci, ieri poi è stata la volta di una versione attualizzata di “Casa di bambola” e infine venerdì “Hilda” che  il mio intuito mi dice sarà un buono spettacolo.  Due righe su “L’altra Nora” perché il testo di Ibsen ANDAVA MODERNIZZATO, infatti traslare la vicenda ai primi anni ’90 era una cosa della quale si sentiva davvero il bisogno! Premetto che mi sta sulle palle quando il teatro si riempie solo perché uno degli attori è un personaggio televisivo; Lunetta Savino è una discreta attrice, un po’ monocorde ma corretta e gradevole, più bella dal vivo che sullo schermo, ma certo non lascerà in nessuno degli spettatori una traccia indelebile, come del resto questo allestimento pretenzioso che si inserisce in un progetto di RI-scritture, che non vorrei fossero delle deflorazioni, invece. Per concludere la serata una capatina all’ Art Cafè, un baraccio nel quale vengono spesso esposte opere di giovani artisti… CHIUSO, fallito… te pareva che potesse sopravvivere un luogo di svago misto a pseudo cultura! B. ed io ci rassegnamo allora ad infilarci in un fashion-bar, Veronetta grazie agli universitari è l’unica zona piacevolmente vitale della città alla sera fra settima.

Orange: pago le 2 birrette...

Barista: 2 euro.

Orange: scusa?...2 birrette 2 euro?

Barista: sì, il mercoledì sera è happy hour.

SALUTE!

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sabato, 31 gennaio 2009

Dopo la cagata dell’ Orange-Phone proseguo in tema Arancio ma con qualcosa di più serio, ma anche no.  1987, ero un ragazzetto scemo come tutti gli altri, ma che si dava un minimo di tono ascoltando The Cure; esce in VHS un concerto dei miei beniamini e si intitola “Live in Orange”. A me che le riprese fossero state fatte nello splendido teatro del I sec. d.C. circa e sito nella Francia del sud poco importava, allora. Molti anni dopo mi capitano a tiro altri filmati girati nello stesso luogo: il Simon Boccanegra di Verdi e Norma di Bellini. Guardo con altri occhi, sento la magia, decido che prima o poi al teatro di Orange ci devo andare. Nel mio aver poco viaggiato e non sentendo il bisogno assoluto di viaggiare ho sospese nella mente alcune immagini, o idee… dei Post-it che potrei considerare tappe di futuri pellegrinaggi, che chissà se verranno mai messi in atto.

Teatro-Orange

Istanbul e i suoi mercati di spezie, le chiese d’oro e poi la Cappadocia e le infinite distese di rocce mostruose.

Creta e il palazzo di Minosse, nello stupendo spettacolo “La storia del labirinto” l’attrice riuscì a catapultarmi nel mito del Minotauro e vorrei “tornare” tra quei ruderi per completare l’operazione.

Praga, la città descritta dagli amici che ci sono stati, ma soprattutto quella vista nel primo “Mission Impossibile”.

Zurigo, per ammirare al Kunsthaus la più grande raccolta di opere di Fussli, che è il mio pittore preferito in assoluto.

Madrid, Barcellona o qualche altra città della Spagna, per respirare (o forse no) l’aria dei film di Almoodovar.

…ma poi anche l’Egitto, le palme e la Piramide d’oro di Cyndi Lauper, il Marocco e le sue città dai nomi affascinanti, Casablanca e Marrakech finti set per la Bergman e la Dietrich, la Cuba dei mojiti ma ancor più delle Vite da Carnevale cantate da Celia Cruz, la Berlino di Sally Bowles in “Cabaret” e l’Olanda, per capire cosa centrano i tulipani e la signorina in zoccoletti con la fecola di patate…

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mercoledì, 28 gennaio 2009

Trovo giustissimo dare risonanza alla giornata della memoria, pure Paola ed io nel 2006 abbiamo tenuto una lettura teatralizzata sulle vittime dell’olocausto, ma c’è modo e modo, nel senso che non è giusto che, con la scusa che si sta trattando un tema doloroso, ogni cosa, anche pasticciata, sia da ritenersi lodevole.

Ieri sera nel delizioso teatro di Nogara, a confine tra Verona e Mantova, ho assistito all’ennesimo concerto intervallato da brani di Anna Frank, Primo Levi e altri.

I cantanti sono locali, bravi, alcuni quotati anche oltre regione. Laura Facci e le sue acrobazie vocali (facciamo anche uno spettacolo insieme), Veronica Marchi, la cui voce mi piace un sacco, e che del suo interpretare un pezzo so prevedere nota x nota, fiato x fiato… insomma una donna dai non-misteri (canori), Deborah Kooperman che ha proposto 3 brani praticamente uguali, Gilberto Lamacchi che sa rendere piatto qualunque testo e John Mario, un bonone che ha cantato in spagnolo una cosa che secondo me non c’entrava niente, ma poco importa.

La nota veramente dolente sono stati i 3 attori (se così vogliamo definirli) chiamati a toccare i nostri animi con parole dolorose. Dato che la manifestazione era già al II^ anno, e ne seguirà un III^ e via discorrendo, li supplicherei di cercare letture un po’ meno scontate… esistono, giuro! Li pregherei inoltre di non mangiarsi le parole, di far la voce grossa quando serve e non quando pare a loro, di limitarsi, perché il pubblico ad un certo punto voleva lanciare qualcosa sul palco, e di provare una soluzione registica che non sia entro io, esci tu. Ringrazio in anticipo.

Il tempo era da lupi, è vero, il pubblico scarso, alcune signorone, comprensibilmente annoiate, di sicuro si guarderanno bene dall’avvicinarsi ad un qualunque altro evento riguardante il giorno della memoria… e questo è un peccato, ma posso capirle.


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lunedì, 26 gennaio 2009

Per i piccoli spostamenti non uso mai l’auto, vado in bici o a piedi; ogni volta che esco per il paese posso esser sicuro che sul mio cammino incontrerò, chiamiamolo GIORGIO. Giorgio è un uomo sui 65 anni, un’ aria fintamente serena, quindi inquieta. A volte rimanere chiuso in casa più diventare insopportabile. Vaga con la speranza che qualcuno lo saluti, e non lo vedo mai  parlare con nessuno. Giorgio faceva il bidello. Un giorno mi fermò convinto che fossi un ex alunno della sua scuola, ma non era così, ed io non mi son sentito di dirgli che non era vero. Giorgio non è brutto ne’ stupido; non si è mai sposato, contempla i giovani ragazzi con occhio perso, quasi sognante, e non è il solito sguardo di chi rimpiange la gioventù; forse quei giovanotti li avrebbe voluti per sé, ma questa era sicuramente una scelta ben più difficile del semplice non prender moglie. …e poi cosa conta compier delle scelte quando per una serie di eventi la vita si muove contro di te e, in fin dei conti, non ti rimane niente tra le mani… Ci si abitua piano piano alla solitudine e all’ esito delle scelte sbagliate, o è un peso che grava sempre più? Non voglio proprio immaginarmi da vecchio.

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giovedì, 22 gennaio 2009

Sarà che è diventato meno costoso produrre DVD, sarà che la videoripresa di un concerto o la raccolta di Hits ormai non si nega più a nessuno, sta di fatto che, con mia enorme sorpresa, è uscito da pochi giorni il pregevole “MILVA CANTA BRECHT” registrazione dello spettacolo del 2005, tappa al significativo Teatro Strehler di Milano.

Milva“La Rossa” ha iniziato a cantare questi testi caustici su musiche di Weill, Eissler e Dessau circa 40 anni fa proprio grazie al “Maestro” ed è diventata  forse l’emblema di questo particolare repertorio in Italia ma anche un po’ in tutto il mondo. La giovane regista Cristina Pezzoli è riuscita a dare una spolverata di freschezza a ballate e songs, che Milva conosce e domina con padronanza assoluta, senza imporre limitazioni, ma impreziosendo con trovate e cambi di costumi e di atmosfere la già rodata messa in scena, confezionando così uno spettacolo scorrevole, e non banale. Unico neo, forse, le immagini di guerre vecchie e nuove proiettate sul fondo e che sono cosa abusata e didascalica in maniera imbarazzante. Milva si da totalmente,  assecondando nei versi del poeta anche se stessa, riuscendo ad essere (anche se a volte un tantino sopra le righe) toccante fino alle lacrime o prepotente e sguaiata additando allo strapotere di allora come a quello di adesso, non a caso nel recensire la prima un giornalista intitolò l’articolo: “MILVA NON REGGE PIÙ L’ARROGANZA BERLUSCONIANA E CI DONA UN BEL BRECHT”.


Milva 2005

Peccato che né i testi delle canzoni, né la voce dell’interprete possano qualcosa contro i giganti intoccabili della politica e della finanza.

 

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domenica, 18 gennaio 2009

Per la serie che potrei definire “Spettacoli poco famosi” ho visto ieri “Solo in un grottesco” della compagnia Brincadera di Bergamo. Quasi non volevo andare, il titolo non mi ispirava, la locandina quasi meno…solo in un grottesco

Magnifico, intenso e leggero, poetico, vagamente angosciante… alla fine il pubblico era evidentemente rattristato e incupito, io, rapito dalla bellezza di ciò che accadeva sulla scena... estasiato!  SCINDO. La vita è a volte più triste, quella è una malinconia che mi si mostra, mi tocca ma non mi appartiene. “Meglio troia che morir sola.” dice ad un certo punto un personaggio, e io non so bene cosa pensare di questa affermazione, “Ricordi che si deglutiscono a fatica.” E qui, vabbè! 


Alla fine E. che era con me dice: “Spettacolo stupendo, loro belli, bravi, sanno cantare, suonare, ballare… ma inutile! il teatro non serve più a niente.”  

E. lavora in teatro...!

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giovedì, 15 gennaio 2009

Ci sono alcuni film universalmente noti e apprezzati che VANNO VISTI, ebbene devo ammettere che al mio mosaico mancano parecchi tasselli! Alcune pellicole le vedi una volta e ti sembrano stupende, ma alla seconda già ti mandano a noia; PSYCHO di Alfred Hitchcock non è sicuramente tra queste, non per me perlomeno, l’ho ripreso in mano più volte a distanza di anni e riesco sempre a trovarlo nuovo, e mi pare quasi di conoscere personalmente ogni angolo del motel e della vecchia casa. Non è forse normale che mi piacciano un sacco anche il remake del ’98 e  i sequel che sono arrivati al 4 e che sono stati girati ovviamente da altri registi, ma sempre con protagonista Anthony Perkins il quale si è trovato imprigionato nel ruolo del disturbato e psicopatico, e per il resto della carriera ha interpretato quasi sempre ruoli inquietanti. Riconosco che oggettivamente nessuno degli episodi successivi sia da considerare un capolavoro ma mi sorprende che non si riesca a trovarli in commercio, fortuna che come al solito mi viene in aiuto il buon e-mule che procura, più o meno velocemente ciò che gli chiedo.


xL’ultimo episodio, “arrivato” ieri e subito messo in visione mi ha lasciato un po’ perplesso, sottotitolato The beggining è in realtà anche una conclusione… sconclusionata e un po’ splatter (il che ci sta) e che  alterna momenti molto belli, quasi da narrazione teatrale ad altri di pura banalità, ma io che sono stato al gioco per il 2 e 3 non potevo fare lo schizzinoso proprio alla fine del tutto. Fine? No perché se chiunque, ma dico chiunque , gira l’episodio n.5 io mi prenoto già come affezionato spettatore!

 

Secondo me, poi, il giovane Perkins era pure molto bello…

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domenica, 11 gennaio 2009

Sarà una constatazione banale: quanto è cambiata la scuola negli ultimi anni! “Ai miei tempi” 4 anni di Magistrali ed eri maestra/o di scuola elementare, oggi serve laurea e abilitazione, i miei insegnanti di materie pratiche o grafiche non avevano, in alcuni casi, nessun titolo ma “solo” l’esperienza sul campo, e i nuovi teachers iper-laureati non sono certo migliori di loro… Ammetto che fosse un po’ strano che dopo 3 anni di istituto d’arte mi venisse consegnato un primo diploma di “Maestro d’Arte”, che per carità non serviva a niente ma era comunque una piccola esagerazione. Il sottoscritto era negatissimo per l’algebra ma fantasioso e devoto  alla storia dell’arte, poi piano piano questa passione ha lasciato posto ad altri interessi e ora mi trovo a snobbare vergognosamente mostre importanti e a  non curarmi di monumenti assolutamente a portata di mano.

FOTO LOCALEIeri grazie al piacevole invito di F. ho rispolverato il gusto di deliziarmi davanti alle bellezze architettoniche, di stuzzicare la curiosità nel vedere da vicino la forza di un segno a carboncino e il gioco di spessori del colore sulla tela, sensazioni che una fotografia non riesce a trasmettere.

Cade a fagiolo che proprio oggi N. che è uno dei miei più cari amici mi chieda di citare nel mio blog il bistròt gestito da M. , il suo boyfriend e dal caro C.

Casa Halliwell è un locale delizioso ricavato in una chiesetta pare del ‘300, e che internamente ha delle parti ancora ben conservate.

Entrando si respira un’ atmosfera magica , lo consiglio vivamente, ai veronesi, e a chi si trovasse a passare da queste parti.


 

postato da: orangecat alle ore 23:24 | Link | commenti (26)
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