Non riesco a rimanere tanto tempo senza ascoltar i vari CD di Milva che canta Brecht... l'ultima registrazione live è davvero stratosferica, non c'è niente da fare, in questo repertorio e nel tango di Piazzolla La Rossa dà ancora il meglio di sé! Sembra che il tempo non sia passato per una voce che riesce ad essere ancora carica quando serve, e pure leggera ma espressiva e con una freschezza che alcune cantantine 30enni hanno già perso! Voglio pensare che anche dopo tanti anni Milva salga sul palco contenta ed emozionata di esser portavoce di Bertold ed Astor e non sia una sorta di obbligo, dato che il pubblico quello vuole sentirle cantare e "vivere"; l'energia che sprigiona fa pensare ad un vero amore... Faccio questa riflessione pensando ad una giovane
cantante, Irina L. bella, bravina pure, in carriera da pochi anni ma già la si sente sbuffare perché le propongono quasi esclusivamente Traviata. Violetta è un ruolo stupendo, da maturare ed affinare continuamente , non mi pare un'incombenza così tediosa, ma forse la vedo dal punto di vista sbagliato. Poi si ascolta la stessa Irina interpretare Micaela nella Carmen in Arena e ci si accorge che la vocina in grave si ode poco poco, e che secondo me lei stessa, a questo punto, si preferisce nell'Amami Alfredo! Io adoro fare lo stesso spettacolo anno dopo anno, a ogni replica si aggiunge un qualcosa, come un personale leggero strato di madreperla, la conchiglia è sempre più robusta... e a me piacciono le certezze.








Tanto per dire S. viene ad aiutarci ad invecchiare l'anfora citata nel post precedente, in radio passa Careless Whisper di George Micheal. S:
Siamo soddisfatti del lavoro, sono venute belle, leggere e resistenti, con la luce ultravioletta danno un effetto strepitoso! Peccato che abbia scordato di portar con me la fida Canon e così ci si deve accontentare dei miseri scatti fatti dall' Orangephone. Tra i deliri di questi giorni segnalerei almeno l'astina chiodata per far i fori equidistanti che è diventata “Il bucacazzi” , K che dopo 10 ore tra ferretti e garze urla: "Siamo dei BORG!", oppure "Fanculo l'arte moderna!" e un curioso aneddoto che ora riporto, realmente accaduto. 
uno di questo si presentava con la foto di Bolle professandosi pure ballerino; un sacco di apprezzamenti... eh certo! A me sembrava stranissimo che nessuno riconoscesse il Robertino e gli mandasse un bel: “Ma vai a cagare!"
Ecco io credo che questo teatro non catalogabile come genere, fatto col cuore, fuori dalle convenzioni ma nello stesso tempo lontano anni luce da quello di ricerca sia una delle tante varianti ammesse, e una conferma che quello tradizionale è un teatro per me morto da tempo e che mi annoia anche se ben fatto, e che per quanto il cinema sforni capolavori imparagonabili alla povera prosa preferisco passar sopra a qualche erroruccio o papera ma avere il piacere di mostrare un sorriso di approvazione dritto agli occhi di chi sta sul palco, o al contrario di decidere di non applaudire, cosa che purtroppo mi capita di fare, di fermarmi come in questo caso a parlare con la simpaticissima attrice e di salutare il tecnico come se fosse una persona che conosco da tempo.
Ormai è più nota la versione della Pausini che non l’originale. A me Cocciante piace: così drammatico, piagnone, irruente… mi ha sempre affascinato, le sue vecchie canzoni, le poche ascoltate del Notre Dame de Paris (che però non ho visto) e soprattutto quelle di “Innamorato”, album che tocca vertici di patetismo assoluto e che mi ha tenuto compagnia in un periodo particolarmente nero; quando sono giù sono solito rincarar la dose e ascoltar lagne che i più non reggerebbero da sobri… ma non è di Riccardo che voglio parlare, ma del giovane Orange che era stonato come una campana e che nel ’97 decise di prendere qualche lezione da una cantante: Laura F. Nacque subito una bella intesa e una grande stima per lei da parte mia. La poveretta non poté compiere miracoli ma mi rese minimamente intonato e mi indirizzò su quelle che potevano essere le potenzialità della mia voce, che ha poca estensione ma qualcosina riesce a fare. Nel corso degli anni sono stato a parecchi suoi concerti, e alla fine di uno di questi mi propose di fare insieme uno spettacolo per le scuole, io ebbi un po’ di timore ma poi accettai. Si decise di adattare “L’Usignolo” del mio amato Andersen e di farne una versione piccolo-musical, ma senza basi registrate, le canzoni composte da lei sarebbero state accompagnate da strumentini etnici suonati da noi. Il risultato è stato senz’altro buono, anche solo gli splendidi brani e le sonorità evocative basterebbero a reggere la baracca; molto meno bene mi sono visto io in questo progetto, anche se con le ultime due repliche credo di aver trovato delle soluzioni e comincio finalmente a divertirmi! Mi fa piacere scrivere questo post proprio oggi che debutta “Il muscolo dell’anima” la nuova creazione della mia ex maestra e ora collega e amica… IN BOCCA AL LUPO!
Che palle! direte… ancora ‘sto Schiaccianoci! E' che oggi è stata la 50esima replica! A differenza di altri spettacoli questo è “nato bene”, cioè non ha avuto bisogno di aggiustamenti, di rodarsi col pubblico, mi son divertito a costruirmi il "giochino" e ancor più a portarlo in giro... fin dall’inizio. Quota 50 del coraggioso soldatino spacca-noci è stato in una scuola dove l'ho portato 3 anni fa, quasi appena debuttato, e il ritornarci mi ha lusingato non poco… l’altra cosa piacevole è stata la Nikon e il cuore di Marina, una delle maestre, ogni volta sono minimo 60-70 scatti, splendidi scatti direi; delle sue foto mi piace il gusto non necessariamente documentativo, la scelta dei momenti a volte meno significativi, ma che filtrati dal suo occhio assumono un valore inaspettato, un click tecnicamente perfetto seguito da uno mosso o sfuocato ma di pancia, a fior di pelle! “Portati una chiavetta che te le do subito, e non pensare che te le sistemi!” Meglio, a me piacciono così, FRESCHE DI GIORNATA. Grazie M.
Poi con N. e M. siam andati alla FNAC dove ho preso un CD della Patti… non la Pravo, Patti Smith che io ho scoperto di adorare! e del resto una voce ruvida e cazzuta come la sua non poteva che estasiarmi, ringrazio C. di avermela fatta conoscere; tra tutte la canzone “My madrigal” è l’ennesima nenia che mi manda in visibilio! … e qui (intendo alla Fnac) vedo un manifestino che attrae la mia curiosità; io certi film mi accorgo che sono usciti quando li vedo riempire gli scaffali dei negozi. “ZOHAN” – versione integrale non censurata , capperi! ...che film è? mi son chiesto, e che censura? Alla fine trattasi, a quanto pare, di un’ innocua commedia, ma l’immagine presa da sotto con paccone in primo piano mi aveva fatto pensare ad altro…
Snobbare S. Valentino in quanto evento melenso e commerciale è legittimo, io pure sono di questa corrente, ma centra un po’ anche la Volpe con l’uva… Ieri dopo lo spettacolo le maestre mi hanno fatto portare da due bimbe un cuoricino di pasta di sale, certo non potevano farmelo avere da Federico, un bambino carino e disagiato che ha curiosato per tutto il tempo che ho allestito “Lo Schiaccianoci”…
Martedì tutt’altra frittata: “Il cibo magico” in un paesotto del bolognese, nelle vesti di tecnico audio e luci, ieri poi è stata la volta di una versione attualizzata di “Casa di bambola” e infine venerdì “Hilda” che il mio intuito mi dice sarà un buono spettacolo. Due righe su “L’altra Nora” perché il testo di Ibsen ANDAVA MODERNIZZATO, infatti traslare la vicenda ai primi anni ’90 era una cosa della quale si sentiva davvero il bisogno! Premetto che mi sta sulle palle quando il teatro si riempie solo perché uno degli attori è un personaggio televisivo; Lunetta Savino è una discreta attrice, un po’ monocorde ma corretta e gradevole, più bella dal vivo che sullo schermo, ma certo non lascerà in nessuno degli spettatori una traccia indelebile, come del resto questo allestimento pretenzioso che si inserisce in un progetto di RI-scritture, che non vorrei fossero delle deflorazioni, invece. Per concludere la serata una capatina all’ Art Cafè, un baraccio nel quale vengono spesso esposte opere di giovani artisti… CHIUSO, fallito… te pareva che potesse sopravvivere un luogo di svago misto a pseudo cultura! B. ed io ci rassegnamo allora ad infilarci in un fashion-bar, Veronetta grazie agli universitari è l’unica zona piacevolmente vitale della città alla sera fra settima.